va dove ti porta il cuore

Il libro raccoglie lettere che Olga, ormai vecchia, scrive a sua nipote dopo che lei ha deciso di vivere in America senza farsi mai sentire. Olga si sente abbandonata da sua nipote, con cui aveva finalmente costruito una vita dopo anni di infelicità. Prima di morire, le scrive allora tutti i suoi pensieri nei suoi ultimi giorni, incluso tutto ciò che le è successo per arrivare dov’è oggi:

 

La sua infanzia, suo matrimonio con Augusto, le guerre del Novecento, la sua avventura con Ernesto e la perdità di sua figlia.

Quanto era bello e tragico questo libro!

Olga descrive con saggezza, dolcezza e tanta razionalità la sua vita. All’inizio, la sua storia sembra triste. Durante l’infanzia descrive la vita come infelice nella sua mondanità; da adulta invece è tormentata dal senso di colpa e decisa ad accettare il dolore come sua punizione. E sopporta tutto questo dolore per un solo momento lungamente atteso di autoindulgenza, di amore, di reale emozione. Un momento piccolo ma importante, da cui non riesce a fuggire.


Questo momento di abbandono, il momento che ha creato un terribile effetto a catena nella sua vita, era molto più di un semplice “affair” per lei: ha capito finalmente cosa significhi lasciarsi prendere dall’emozione, provare un sentimento profondo.


Quel momento ha sconvolto ciò che aveva compreso della sua vita, della sua tristezza, fino a quell’istante. E perché lui? Perché allora? Il suo amante Ernesto non era particolarmente speciale, non era diverso dagli altri uomini, diverso dai personaggi che ha incontrato nella sua infanzia, dai suoi genitori. Forse, invece lei stessa invece lo era. Mi fa piacere pensare questo. Che arrivando alle terme, si sentiva diversa lei. Nella natura che si lascia sempre andare. Si è sentita ispirata? Boh.


Mi è piaciuta la protagonista come persona. Non si crede né vittima né colpevole. Giusto così secondo me. Ci sta.


Certo, nella vita ha sbagliato: ha avuto poca fede nella gente intorno a sé, tanto da non far mai sapere a nessuno quello che provava. Ha avuto così paura da non chiedere mai la verità agli altri. E l’unica volta che c’è riuscita, con sua figlia, non ha insistito abbastanza. Ha mentito a suo marito.


Ma dall’altro lato, era incastrata. Nel suo matrimonio, nella sua famiglia, nel ciclo di madri silenziose e infelici che l’avevano preceduta. Incastrata, sola, nella sua nuova casa in un nuovo paese. Nella sua testa.

Ha cercato di capire il perché di questa vita triste, di queste decisioni deboli. Senza mai togliersi la colpa. Ma capendosi sempre di più. Leggendo questo libro si sente questa curiosità di conoscersi senza giudizio né indulgenza, ed è per quello che mi sono davvero emozionata per lei. Si sente il provare. Lo sforzo. Di anni!


A quest’età, dopo tutto questo lavoro, dopo tutte queste difficoltà nel superare l’orrore di perdere una figlia, per poter crescere sua nipote nel modo più felice e sicuro possibile, ha deciso di non rimproverarsi per i suoi errori.


I wonder if i was a native Italian speaker, would this book be more or less beautiful? More or less original? 

Rated 3.6 out of 5
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